Silvano Brescianini parla del futuro della Franciacorta

Flavio Grassi e Silvano Brescianini

In questa prima puntata del nostro podcast, Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta, ci parla degli ambiziosi obiettivi di un territorio che, partendo da una reputazione costruita sull'eccellenza delle sue bollicine, vuole ora farsi conoscere nel mondo anche per la bellezza dei luoghi.

Brescianini tiene a sottolineare che a guidare l'intensa campagna di iniziative, eventi e manifestazioni di vario genere organizzate dal Consorzio non c'è un piano di marketing costruito a tavolino ma semplicemente il desiderio di farsi conoscere, nella convinzione che chi passerà dal vedere le immagini in fotografia al calpestare fisicamente il suolo di questo fazzoletto di terra a sud del lago d'Iseo non potrà che innamorarsene.

Allo stesso tempo la Franciacorta persegue un obiettivo di continuo miglioramento dei suoi vini anche guardando molto avanti nel tempo. Ne è un esempio la modifica del disciplinare di produzione che, dal 2017, prevede la possibilità di affiancare ai tradizionali Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, una piccola percentuale di un vitigno autoctono quasi scomparso come l'Erbamat.

Varietà difficile da coltivare, con una maturazione molto tardiva - si vendemmia fino a due mesi più tardi dello Chardonnay, ci spiega Brescianini - l'Erbamat è caratterizzato da una grande acidità e finezza, e quindi può risultare utile, ora e soprattutto in prospettiva di medio e lungo termine guardando ai cambiamenti climatici, per mantenere le caratteristiche di eleganza che fanno apprezzare le bollicine di Franciacorta. Per ora sono solo pochi ettari di vigneto, ma nei prossimi anni crescerà sicuramente.

Così come è in continua crescita - senza imposizioni ma per naturale emulazione - la produzione di vini biologici, che già oggi raggiunge il 70 per cento del totale.